martedì 7 giugno 2011

Referendum 2011

Una delle cose che più mi ha infastidito in questi giorni è la campagna per il referendum.
Purtroppo il centro-sinistra ha mancato l'occasione per dimostrarsi una forza matura, accontentandosi di slogan che si basano su una presunta privatizzazione dell'acqua o su un effetto Fukushima.
Io non sono d'accordo a citare questi esempi quando, a parte il quesito sul Legittimo Impedimento che è totalmente una legge ad-personam e in quanto tale deve essere abolita, gli altri quesiti sono comunque complicati.
Prendiamo i due quesiti sull'acqua. Il primo è sul Decreto Ronchi, il secondo su un precedente decreto. Iniziamo a dire che non è vero che si mantiene la privatizzazione dell'acqua: al massimo si mantiene la privatizzazione della gestione dell'acqua. Essa non vuol dire necessariamente darla in mano alle multinazionali, dipende tutto da chi fa le gare e dagli eventuali partecipanti. Sinceramente quest'ultimo aspetto è più preoccupante, perchè se diventa un quasi-monopolio privato si ritorna al punto di partenza, con l'efficienza della gestione che effettivamente non c'è. Comunque voterò SI' a questo quesito, semplicemente perchè, da buon studente di Economia quale sono, ho capito in una delle lezioni base di Economia Pubblica che la gestione dell'acqua è uno dei grandi problemi irrisolti di questa disciplina. Obbligare le società pubbliche a privatizzarle secondo me non è la soluzione. Piuttosto sarebbe meglio un decreto che regoli le gare con annessi e connessi alternative ad una gestione in-house.
Sul secondo quesito invece sono ancora diviso. Come Marco Esposito spiega bene su nFA nel secondo link qui sotto, una remunerazione fissa al 7% rischia di lasciare un margine di profitto garantito alle società che gestiscono l'H20, ma come spiega invece bene Francesco Costa su Il Post dire sì significherebbe lasciare un vuoto legislativo che affiderebbe gli interventi di manutenzione e upgrade ai comuni, cioè a fondo perduto.
Ho fatto una breve sintesi dei problemi sui due quesiti, ma la ritengo comunque superiore al "No ai profitti nell'acqua".
Infine il terzo quesito, il nucleare. Anche qui sarei sul sì, ma semplicemente per dare un chiaro segnale al governo che non so quanto verrà ascoltato. Non ritengo utile parlare di investimenti sul nucleare senza parlare di investimenti sulla ricerca. Ci sono ancora una miriade di problemi sul nucleare da affrontare, come ad esempio lo smaltimento delle scorie, oltre alla ricerca di energie completamente pulite, e secondo me un paese come l'Italia non può fare investimenti di tale portata senza pensare al futuro. Non esiste comunque un effetto Fukushima, per cui anche nel caso il no o l'astensionismo vincesse, gli italiani possono dormire sonni tranquilli, per ora.

Link:
Guida ai Referendum Abrogativi da Il Post

Commento di Marco Esposito su nFA